venerdì 3 aprile 2020

Figli del Padre al tempo della quarantena


Ieri notte ho ricevuto alcuni messaggi da un’amica di Lima (Perù). Ogni tanto ci sentiamo e ultimamente mi scriveva spesso per sapere come stavamo, sapendo dell’emergenza italiana. Madre di quattro figli, incinta del quinto, vive in una zona povera della missione. Con il marito lavorano da matti per portare avanti la famiglia, costruire la casetta… la sua situazione è peggiorata perché anche a Lima è arrivata l’emergenza Covid 19, per giunta il marito ha preso una multa salata per essere andato a lavorare non rispettando la quarantena. Con tanta discrezione ed umiltà qualche giorno fa mi aveva chiesto aiuto ed i missionari a Lima avevano potuto condividerle alcuni generi di prima necessità. Ma non è stato sufficiente e così anche ieri mi ha scritto: è finito il gruzzoletto che avevamo da parte per mangiare, mi sento impotente. Melany (una delle sue bambine) mi ha chiesto da mangiare e non avevo niente da darle no habìa nada. Non so cosa fare, Ya no se que hacer, solo mi resta chiedere al Signore che è Padre che ci protegga e che tutto passi.


Oggi e qualche giorno fa abbiamo condiviso un po' di viveri con un nostro vicino di casa, in attesa che possa ricevere un sostegno dai servizi sociali. È un uomo adulto, originario del Centro America vive in Italia da molti anni. La quarantena gli impedisce di andare a lavorare in una zona turistica di un’altra cittadina e così si ritrova a dover chiedere a malincuore: mi vergogno, non vorrei chiedere ma ho bisogno di aiuto. Ricevendo il nostro dono ha detto: Vi ringrazio dal profondo del cuore. Grazie. Dio vi benedica.

Nel vangelo di Giovanni che oggi la liturgia ci offre Gesù è minacciato di lapidazione perché dice di essere figlio di Dio, figlio del Padre. Gesù ha donato la sua vita per dirci che Lui e noi siamo figli del Padre e ancor più nell’emergenza che stiamo vivendo questa verità sostiene le nostre vite, a Lima come a Quartu Sant’Elena.

#tuttoandrabene#



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