mercoledì 15 luglio 2020

Emanuele continua a vivere!

La morte di un figlio è un'avvenimento che una madre non potrà mai dimenticare, ancora di più se quel figlio era un ragazzo, un giovane. Sono dolori che non hanno consolazione e il ricordo di quel figlio accompagna ogni giorno della vita.


Ma c'è un dolore che rimane tragedia ed un altro che paradossalmente può dare vita. E' propio questa l'esperienza che ho vissuto ascoltando un'amica della comunità, a cui ho telefonato per sapere come stava. Di lei sapevo solo che è una persona che ama la missione.
Nel dialogo mi ha raccontato le circostanze che le avevano permesso di conoscere la nostra realtà: 26 anni fa è morto Emanuele, suo figlio. Aveva 22 anni ed è mancato in un incidente stradale. Qualche tempo più tardi aveva raccolto i suoi abiti ed era venuta nel centro missionario per farne dono a chi non ne ha.
In quell'occasione aveva anche scoperto che con un contributo mensile poteva sostenere l'educazione di un bambino delle nostre missioni ed aveva deciso di assumere fedelmente questo impegno. Ha concluso dicendo: Emanuele continua a vivere!
Ecco cosa può trasformare una tragedia, la morte del figlio, in un'occasione per continuare ad essere madre, a generare, a dare vita!


Grazie carissima amica, non conosco il tuo volto ma mi hai permesso di entrare nel tuo cuore di madre, una mamma capace di generare anche dopo la morte.


venerdì 3 aprile 2020

Figli del Padre al tempo della quarantena


Ieri notte ho ricevuto alcuni messaggi da un’amica di Lima (Perù). Ogni tanto ci sentiamo e ultimamente mi scriveva spesso per sapere come stavamo, sapendo dell’emergenza italiana. Madre di quattro figli, incinta del quinto, vive in una zona povera della missione. Con il marito lavorano da matti per portare avanti la famiglia, costruire la casetta… la sua situazione è peggiorata perché anche a Lima è arrivata l’emergenza Covid 19, per giunta il marito ha preso una multa salata per essere andato a lavorare non rispettando la quarantena. Con tanta discrezione ed umiltà qualche giorno fa mi aveva chiesto aiuto ed i missionari a Lima avevano potuto condividerle alcuni generi di prima necessità. Ma non è stato sufficiente e così anche ieri mi ha scritto: è finito il gruzzoletto che avevamo da parte per mangiare, mi sento impotente. Melany (una delle sue bambine) mi ha chiesto da mangiare e non avevo niente da darle no habìa nada. Non so cosa fare, Ya no se que hacer, solo mi resta chiedere al Signore che è Padre che ci protegga e che tutto passi.


Oggi e qualche giorno fa abbiamo condiviso un po' di viveri con un nostro vicino di casa, in attesa che possa ricevere un sostegno dai servizi sociali. È un uomo adulto, originario del Centro America vive in Italia da molti anni. La quarantena gli impedisce di andare a lavorare in una zona turistica di un’altra cittadina e così si ritrova a dover chiedere a malincuore: mi vergogno, non vorrei chiedere ma ho bisogno di aiuto. Ricevendo il nostro dono ha detto: Vi ringrazio dal profondo del cuore. Grazie. Dio vi benedica.

Nel vangelo di Giovanni che oggi la liturgia ci offre Gesù è minacciato di lapidazione perché dice di essere figlio di Dio, figlio del Padre. Gesù ha donato la sua vita per dirci che Lui e noi siamo figli del Padre e ancor più nell’emergenza che stiamo vivendo questa verità sostiene le nostre vite, a Lima come a Quartu Sant’Elena.

#tuttoandrabene#



martedì 3 marzo 2020

Poveri e ricchi: c'è sempre un motivo!


Sono trascorsi più di due anni dal mio rientro da Lima, dove ho scritto la maggior parte delle esperienze qui riportate. Volti, situazioni, drammi, conquiste... sono vivi in me. Otto anni brevi, tanto sono passati velocemente, ma davvero intensi perché il vangelo della vita si é fatto sfogliare in modo unico e speciale. 

In questi giorni sono passati tra le mie mani diversi capi di abbigliamento, quelli che si è soliti chiamare "firmati"… vestiti, gonne, pantaloni, foulard il cui prezzo al momento dell'acquisto si aggirava intorno ai mille euro e più. Quindi sotto i miei occhi, ora poche centinaia di euro se qualcuno deciderà di prenderli per vestire vintage, anni fa migliaia di euro, chiusi in un armadio. Chissà forse frutto di duro sacrificio, o forse di vanità e lusso; sfoggiati forse una volta nella vita non gridano nulla al cospetto di Dio? Chi si sognerebbe di assolvere un ladro per i suoi furti, e chi ha il coraggio di dire come Giovanni Battista: hai due tuniche? Donane una. 

Quando si parla di diseguaglianza economica guardiamo sempre oltremare, ad un nord più al nord. Oggi guardo nel mio armadio e mi decido a donare quella giacca che attende una nevicata che non arriverà così presto. Perché c'è sempre un motivo per accumulare! E c'è sempre un motivo per cui i poveri sono sempre più poveri!

#tuttoandrabene#