martedì 26 gennaio 2016


“Andate in tutto il mondo e annunciate il vangelo a ogni creatura…” Questo invio di Gesú é il motore per ogni cristiano, per ogni missionario. Come é facile peró abituarci a questa parola, pensare che giá siamo in uscita,  che giá abbiamo fatto tutto quello che potevamo.

Domenica sera mi ero fermata a dialogare con XXX, un figlio prodigo perduto e che grazie all’amore di Dio sta tornando alla vita. Abbiamo parlato anche di altri giovani che sono ancora lontani. Quando mi ha salutato XXX mi ha detto: Felicia sal a buscar a tus ovejitas, esci a cercare le tue pecorelle.

Che bello ascoltare questo invito dalla bocca di un giovane che sta incontrando la vita perché qualcuno ha avuto il coraggio di "uscire".

lunedì 18 gennaio 2016

Che forza dal camminare insieme verso la stessa meta!


Avevamo pensato di aiutarli comprando una moto taxi di seconda mano, con cui  lui avrebbe potuto lavorare como taxista. Incominciamo a sognare con loro: quanto avrebbero risparmiato sarebbe servito per sistemare la casa in cui vivono, con la speranza, un giorno, di poter costruire con mattoni. Sono passati vari mesi, un tira e molla, per mettersi d’accordo tra loro su che cosa preferissero, sul costo della moto, i documenti da presentare per il passaggio di proprietá, fino a quando ci siamo resi conto che c'era qualcosa che non andava. Cosí ci siamo ritirati. Lui e lei vivono sotto lo stesso tetto, dicono per il bene dei figli, peró le loro vite sono due mondi e purtroppo in contrasto. Un altra coppia in cambio, nella stessa situazione di precarietá, vive sotto lo stesso tetto e sono una cosa sola. Per poter avere la casa, una stabilitá economica...si sono indebitati fino al collo, una cifra esorbitante che  obbliga lei a guidare la moto con la bimba di pochi mesi al suo fianco. Peró vivono con speranza. Che forza dal camminare insieme verso la stessa meta!



martedì 5 gennaio 2016


Quante persone hanno le labbra chiuse pero pregano con il cuore? San Agostino.

Domenica scorsa in fondo alla chiesa una signora, con la bimba sulle spalle avvolta nella manta, stava pregando: aveva gli occhi lucidi.All’inizio del mese di dicembre, suo sposo mentre rientrava a casa, é stato aggredito da alcune persone per rubargli il cellulare, di fronte alla sua resistenza gli hanno sparato al braccio sinistro, la pallottola é entrata e uscita, pregiudicando fortemente l’osso. Hanno 4 figli e lui era l’unico a lavorare in modo saltuario.

Questa famiglia é ricca nella fede. Lui in ospedale, con tanta serenitá, ha detto: sto vivendo le mie vacanze forzate! Lei  che si ritrova  a portare avanti tutto questo da sola: Riponiamo tutto nelle mani di Dio.