venerdì 9 dicembre 2016

Terminato l’incontro decidiamo di farci una foto nel presepe, cosi entriamo nella capanna e cerchiamo uno spazio tra le grandi statue. Javier si mette al lato della Vergine. Scherzando gli dico: Attento che Idelsa non diventi gelosa (Idelsa é sua moglie). Javier con tanta semplicitá mi risponde: No, non puó essere gelosa, sempre le ho detto che amo Maria.
Che bella questa dichiarazione d’amore nel giorno dell’Immacolata. Che ciascuno di noi lo possa sentire e annunciare: Amo Maria.


sabato 3 dicembre 2016




Appena entrata mi ha colpito un’immagine sul muro e la citazione bíblica: “Tutto quello che fate ad uno di questi piccoli, lo fate a me”.

Una parola che tante volte ho compreso nel senso che tutto quello che di buono e bello si fa ai bambini e in generale ai piú piccoli, si fa a Gesú.
In questa casa che riunisce bimbe e ragazze che sono state abusate, ho pensato a un’altra interpretazione:” Tutto quanto di male avete fatto a questi piccoli, l’avete fatto a me”. Gesú prende su di sé il peccato dell’uomo, il peccato di cui queste bimbe sono state vittima e di cui continuano ad essere vittima a causa della povertá. Una di loro ha 20 anni, vive nella casa da quando ne aveva 7. Ha studiato solo alle elementari, il prossimo anno vuole riprendere. Intanto si occupa delle piú piccole: tutto ció che fa ai piú piccoli lo fa a Gesú

martedì 22 novembre 2016








In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere. Lc 21, 1-4

Dopo aver letto questo brano mi sono chiesta di che cosa avrá vissuto questa donna. Ha donato tutto quello che aveva, di cosa ha vissuto?

Ancora una volta le signore che seguono i piú bisognosi della nostra parrocchia (gruppo solidarietá), mi hanno aiutato a comprendere la Parola di Dio.
Una famiglia 
ha donato un letto, scegliendo di non venderlo per guadagnare qualcosa da aggiungere allo stipendio, ma desiderando farne  dono a chi ne avesse bisogno. Le signore del gruppo solidarietá suggerirono donarlo ad una famiglia: una signora che vive con due figli con problemi di salute mentale e un nipotino. Dopo aver aiutato la famiglia a riordinare la casa, le signore ci dicono: “GRAZIE per questo dono”. Anche le loro case sono semplici...e ringraziano come se il letto lo avessero ricevuto loro. Il dono del tempo, delle forze, del cuore... sono il tutto che gettano nell’anfora del tempio e vivono della gioia dell’amore.

giovedì 13 ottobre 2016

Ieri abbiamo visitato una coppia di nonni. Appena entrati in casa abbiamo visto dominante nella sala l’immagine della Guadalupe.



Abbiamo condiviso alcune pennellate della storia di questa meravigliosa apparizione della Vergine Maria  in Messico. Insieme ci siamo stupiti di come la Vergine sempre si rivela ai semplici, agli umili: Guadalupe, Aparecida,  Lourdes,  Fatima... La signora Maria con tanta semplicitá, sorridendo ha detto: Anche noi siamo poveri: allora siamo certi che Maria ci predilige, ci ama, ci accompagna.

martedì 4 ottobre 2016

Qualche giorno fa é morta Rosita, una giovane mamma, viveva nella parte alta della missione. Ebbe un incidente con la mototaxi che guidava, era ubriaca, aveva diabete e i reni non hanno piú sopportato.Separata dal compagno, ha due figli uno di 16 e uno di 8. Mentre aspettavo per poter pregare per Rosita, prima che la portassero al cimitero, Alex il figlio maggiore stava lontano dalla bara, conversando con due amici come se non fosse successo niente. Prima di concludere il momento di preghiera ho chiesto ad Alex che si avvicinasse per benedire. Non sapeva come fare. Prese la bottiglietta dell’acqua benedetta, si avvicinó alla bara e l’abbracció. É rimasto in questa posizione per molto tempo, non ha pianto.


venerdì 19 agosto 2016


Ieri pomeriggio la signora Corinne mi ha chiesto se potevo ascoltarla.Con tanta umiltá ha condiviso con me una sofferenza che vive in casa. Alcuni anni fa lo sposo ha subito un incidente, per un anno é rimasto in ospedale dopo essere stato operato ripetute volte alla gamba. Era un poliziotto, perse il lavoro. “Da quel momento non l’ho riconosco piú. É scorbutico, risponde male, si isola, vuole separarsi...peró io lo amo”.Immediatamente mi viene da proporre per lui un ritiro spirituale o uno psicologo per i traumi dell’incidente, ma Corinne mi dice:“Tra qualche settimana compie 50 anni e per il suo compleanno voglio regalargli una messa, che si preghi per lui e desidero che possa anche confessarsi. Voglio che il padre lo benedica, sono certa che sará guarito”.Ho pensato ai tanti episodi del vangelo in cui Gesú loda la fede di tanti come il centurione, la donna siro-fenicia...che chiedono a Gesú la salvezza per qualcuno che amano.Amen. Cosi sia.

martedì 9 agosto 2016



Raida é rimasta vedova  6 anni fa, quando  il piú piccolo dei 4 figli ancora non camminava e la primogenita aveva 6 anni. In molti momenti in questi anni ha pensato di non farcela. Le difficoltá sono state tante. La Provvidenza le ha regalato un carrito sanguchero, con il quale puó preparare patatine fritte, e altri piatti che potrá vendere in strada, come fanno moltissimi altri. 'É un grande dono per loro. La gioia é di tutta la famiglia.

lunedì 8 agosto 2016

Luzmila é una giovane mamma con 5 figli. Con suo marito hanno un grande desiderio di migliorare, di andare avanti, di raggiungere una stabilitá economica, la loro casetta.... Per poter raggiungere queste mete si sono azzardati a indebitarsi fino al collo.

Due anni fa lo sposo é stato operato per un tumore al colon. Non hanno mai ritirato il risultato della biopsia. Ho paura, dice lei, non potremmo affrontare le spese della chemio. A volte gli fa male l’addome ed io gli dico: non preoccuparti, stai bene! Non possiamo permetterci di andare in depressione, dobbiamo andare avanti!

La loro forza é l’amore!







giovedì 4 agosto 2016

Anche questa domenica é andato a confessarsi e il padre gli ha detto: Caserito! Un’espressione che si usa con le persone che vanno a comprare spesso nello stesso negozio, come dire “di casa”.


“É che sono un peccatore” ha detto sorridendo. Che bello che non smetta di rialzarsi ogni volta che cade e che condivida la gioia che regala il confidare solo nella misericordia di Dio.

martedì 14 giugno 2016

Elia salì sulla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le ginocchia. 43Quindi disse al suo servo: «Sali, presto, guarda in direzione del mare». Quegli salì, guardò e disse: «Non c'è nulla!». Elia disse: «Tornaci ancora per sette volte». 44La settima volta riferì: «Ecco, una nuvola, piccola come una mano d'uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Va' a dire ad Acab: «Attacca i cavalli e scendi, perché non ti trattenga la pioggia!»». 45D'un tratto il cielo si oscurò per le nubi e per il vento, e vi fu una grande pioggia.1 Re 18,42ss.

Il profeta Elia crede nella promessa di Dio che porrá fine alla siccitá che ha postrato al popolo. Gli basta che il servo gli dica che ha visto una nuvoletta piccola come una mano per essere sicuro che Dio ha compiuto la sua promessa.

XXX mi ha telefonato e mi ha detto: “Ho rubato. Peró subito mi sono pentito ed ho restituito quanto avevo preso. La mia coscienza non mi lasciava tranquillo, prima di conoscere Dio non avrei avuto questi rimorsi, adesso sí. La mia coscienza non mi lasciava tranquillo, ho rubato ed ho restituito”. Il cammino di conversione é lungo e stretto, peró c’é una nuvola, piccola come una mano d'uomo che dona la speranza che Dio compirá la sua promessa.

Riccardo 52 anni, originario della Selva lasció la sua terra un anno fa quando si ammaló. Ha 6 figli, la piú piccola é una bambina. Vivono in due stanzette in affitto. Per vari mesi postrato a letto, non riesce a mangiare, soffre molto, peró quando riceve il battesimo, sembra rinascere. Ha voglia di mangiare, é contento. Due giorni fa si é spento serenamente. Forse aspettava il battesimo per poter andare incontro al Padre. L’umiltá di questa familia commuove, peró anche la loro fede semplice: una nuvola, piccola come una mano d'uomo





 

giovedì 12 maggio 2016

Vivir de Providencia significa vivir como hijos,
entrar en la libertad y la gratitud de los pobres del Evangelio y
aprender a acoger con gozo lo que los hermanos son
y cuanto donan. (Libro de Vida CMV 20)
La Providencia es la manifestación de Dios en la historia.
 Es Dios mismo vivo en medio de su Pueblo,
 presente y operante en la Comunidad. (LV18)



Domenica scorsa, Festa della mamma, una mamma ha lavorato tutto il giorno, rientrando a casa a notte inoltrata. Con quanto guadagnato, ha voluto regalarci verdura e frutta. Dio Padre provvidente é anche Madre.

martedì 26 aprile 2016


“Tutti abbiamo una missione, quella di fare il bene! La nostra vita é breve ed abbiamo tanto da fare”. É quanto mi ha detto Ines, una mamma di cinque figli, e un nipotino, Dylan, che sua figlia ha dato a luce quando aveva 15 anni. Grazie all’incontro con Gesú la loro vita é cambiata: c’é piú amore, piú rispetto, piú perdono, piú tenerezza. C’é soprattutto il desiderio di essere dono per gli altri. “Incoraggio quella amica, aiuto quell’altra, prego per...”.Hanno due bidoni di acqua, uno grande e uno piccolo: i soldi a disposizione determinano quale dei due sará riempito, 14.50 soles (circa 4 euro) costa riempire il piú grande, 4.50 soles (circa 1.30 euro)  il piú piccolo.Ci siamo salutate come se ci conoscessimo da tempo, benedicendoci l’una con l’altra.

martedì 19 aprile 2016


Alleluia!

L’incontro con gli amici di Sembrando Esperanza (Seminando Speranza) é sempre un tuffo nella semplicitá, nella gioia e un invito alla conversione.Abbiamo conosciuto persone nuove, alcuni di quelli che avevamo incontrato l’ultima volta non ce l’hanno fatta. Sono aumentati gli adulti con problemi psichiatrici, chiedendo a quelli piú sani un impegno maggiore per assistere i piú deboli. Che interessante: il vescovo ha definito che questa casa sia un luogo dove poter lucrare indulgenza, durante l’anno giubilare della misericordia, e questi amici vivono tra loro in modo ammirabile le opere di misericordia, curandosi, assistendosi, amandosi.Juan Carlos mentre si presentava diceva: quando vivevo in strada, guardavo i bambini che andavano a scuola accompaganti dai genitori e mi chiedevo quanto la mia vita sarebbe stata differente se anch’io avessi vissuto cosí! Poi abbiamo ascoltato l’esperienza di Diana, mamma di due bimbi, magrissima. Ha rischiato la vita e solo la preghiera ha permesso che continui a vivere. Alleluia!

  


mercoledì 23 marzo 2016


"Ma tu mi vuoi bene? Perché io te ne voglio tanto". E lui impossibilitato a parlare a causa della malattia, a pochi giorni dalla sua morte, le risponde solo con le lacrime.

Cosa rimane di 60 anni di vita insieme? Solo l'amore.


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Suo marito è morto più di 6 anni fa, però è ancora vivo nella sua vita. Nel giorno del suo compleanno chiede che le scattino una foto con lui, ovvero con una foto di lui a lei molto cara. L'amore è dire a chi ami: "tu non morirai mai".

Amatevi gli uni gli altri perché l'amore è da Dio.

martedì 26 gennaio 2016


“Andate in tutto il mondo e annunciate il vangelo a ogni creatura…” Questo invio di Gesú é il motore per ogni cristiano, per ogni missionario. Come é facile peró abituarci a questa parola, pensare che giá siamo in uscita,  che giá abbiamo fatto tutto quello che potevamo.

Domenica sera mi ero fermata a dialogare con XXX, un figlio prodigo perduto e che grazie all’amore di Dio sta tornando alla vita. Abbiamo parlato anche di altri giovani che sono ancora lontani. Quando mi ha salutato XXX mi ha detto: Felicia sal a buscar a tus ovejitas, esci a cercare le tue pecorelle.

Che bello ascoltare questo invito dalla bocca di un giovane che sta incontrando la vita perché qualcuno ha avuto il coraggio di "uscire".

lunedì 18 gennaio 2016

Che forza dal camminare insieme verso la stessa meta!


Avevamo pensato di aiutarli comprando una moto taxi di seconda mano, con cui  lui avrebbe potuto lavorare como taxista. Incominciamo a sognare con loro: quanto avrebbero risparmiato sarebbe servito per sistemare la casa in cui vivono, con la speranza, un giorno, di poter costruire con mattoni. Sono passati vari mesi, un tira e molla, per mettersi d’accordo tra loro su che cosa preferissero, sul costo della moto, i documenti da presentare per il passaggio di proprietá, fino a quando ci siamo resi conto che c'era qualcosa che non andava. Cosí ci siamo ritirati. Lui e lei vivono sotto lo stesso tetto, dicono per il bene dei figli, peró le loro vite sono due mondi e purtroppo in contrasto. Un altra coppia in cambio, nella stessa situazione di precarietá, vive sotto lo stesso tetto e sono una cosa sola. Per poter avere la casa, una stabilitá economica...si sono indebitati fino al collo, una cifra esorbitante che  obbliga lei a guidare la moto con la bimba di pochi mesi al suo fianco. Peró vivono con speranza. Che forza dal camminare insieme verso la stessa meta!



martedì 5 gennaio 2016


Quante persone hanno le labbra chiuse pero pregano con il cuore? San Agostino.

Domenica scorsa in fondo alla chiesa una signora, con la bimba sulle spalle avvolta nella manta, stava pregando: aveva gli occhi lucidi.All’inizio del mese di dicembre, suo sposo mentre rientrava a casa, é stato aggredito da alcune persone per rubargli il cellulare, di fronte alla sua resistenza gli hanno sparato al braccio sinistro, la pallottola é entrata e uscita, pregiudicando fortemente l’osso. Hanno 4 figli e lui era l’unico a lavorare in modo saltuario.

Questa famiglia é ricca nella fede. Lui in ospedale, con tanta serenitá, ha detto: sto vivendo le mie vacanze forzate! Lei  che si ritrova  a portare avanti tutto questo da sola: Riponiamo tutto nelle mani di Dio.