martedì 31 marzo 2015


La realtá, in una delle nostre zone piú povere, si fa ogni giorno piú difficile. La violenza tra i giovani é aumentata: omicidi, assalti...con pistola, coltelli o pietre é all’ordine del giorno. Questo provoca tanta insicurezza, paura, diffidenza, reazioni di vendetta. Abbiamo incontrato alcune mamme con il desiderio di infondere fiducia e speranza in un Dio che ci protegge, che é con noi, che ci difende e lotta per noi fino a dare la vita: Le preoccupazioni, le difficoltá, le sofferenze sono come un leone agguerrito e affamato davanti a noi, davanti al quale ci sentiamo come un bambino indifeso e disarmato. Ci salva la certezza che dietro di noi ci sia un cacciatore forte disposto a dare la vita per me.
Le signore incominciano a raccontarsi: mio marito ogni giorno rientra a casa ubriaco, a volte mi prende la disperazione di non sapere come pagare il gas, la luce... Un’altra: questa mattina in cucina ho incontrato quel ragazzo, vicino di casa, ubriaco, cercava qualcosa da mangiare. Ho avuto pena  di lui, conosce la fame, il freddo, vive con il papá peró é completamente abbandonato...ha preso un mal cammino...gli ho dato quello che avevo. Un’altra racconta: sono rimasta orfana  all’etá di 8 anni, il piú piccolo dei miei fratelli aveva 8 mesi. Papá si é preoccupato per noi peró durante il giorno stavamo con gli zii che ci picchiavano...a 11 anni me ne sono andata di casa,  sono andata a lavorare...piú tardi ho incontrato un uomo da cui ho avuto 4 figli, mi tradiva, mi maltrattava, mi sono separata. Un´altra diceva: ho paura per i miei figli, per loro darei tutto. Sono cresciuta da sola e non voglio che i miei figli vivano ció che io ho vissuto.
É grande questo leone, le sue fauci sono enormi...

Vieni Signore Gesú, tu che hai dato la vita per noi, in questa Pasqua regalaci ancora una volta la tua grazia, facci sentire la tua presenza che ci libera, ci custodisce, ci protegge.


martedì 24 marzo 2015




“Se non credi che Io Sono, morirai nei tuoi peccati”: cosí ci riporta oggi San Giovanni la parola di Gesú.
Una parola che Fernando ha compreso in tutta la sua veritá.Fernando ha 43 anni, 5 figli con due donne diverse, un passato difficile tra droga, strada, due volte nel carcere...un presente in una comunitá terapeutica.
“Gesú é il mio unico Salvatore, senza di Lui non sono nulla, senza di Lui non posso uscire dalla droga” sono le sue parole.
“I pubblicani e le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli perché hanno creduto...”
. Donaci Signore questa fede semplice che nasce dalla consapevolezza di non essere nulla senza di te.  

domenica 15 marzo 2015


Il signor Antonio é un uomo  semplice e molto buono. Un anno fa é diventato ministro della comunione e da quel momento si é sentito investito di una dignitá speciale: viene sempre ben vestido alla messa, puntualissimo, responsabile e attento. Qualche volta aveva condiviso che sua moglie, la signora Cipriana, non era tanto contenta che passasse tanto tempo in chiesa. Peró Antonio con tanta fede ha desiderato che un giorno sua moglie potesse comprendere il suo cammino. Qualche mese fa la signora Cipriana si é ammalata: il piede stava andando in cancrena. Da questo momento tante cose sono cambiate si é sentita molto amata dal suo sposo, dalla famiglia, dalla parrocchia, da Dio. In occasione del compleanno della sig.ra Cipriana, oggi sono venuti a messa e con quanta gioia il sig. Antonio ha ringraziato perché sua moglie sta meglio e per lui era un dono di Dio. Non ho mai visto Cipriana a messa con noi, allora forse il miracolo non é stato solo quello di una progressiva guarigione, ma anche quello di essersi incontrata con l’amore di Dio grazie ad una intercessione paziente e silenziosa del suo sposo.
Dio é fedele.

giovedì 5 marzo 2015

Siamo andati a visitare la famiglia di Brishman, un ragazzo di 18 anni che da quando ne aveva 8 ha incominciato a stare male. Non aveva voglia di mangiare e il poco che mangiava non lo riteneva, era diventato magrissimo, lo é ancora tanto da non sembrare un diciottenne. Nel tempo gli diagnosticarono ipotiroidismo e atrosi reumatoide, di fatti le sue mani sembra che stringano un mandarino. La loro casa é molto umile, alcuni mattoni uno sull’altro... Grazie alla Provvidenza Brishman potrá fare un pó di terapia. Quando siamo andate via la signora Maria del gruppo solidarietá mi dice: hanno bisogno di una casa! Le ho ricordato che prima avremmo aiutato lei che pure vive in una casa molto modesta, ma ella mi ripete: essi ne hanno piú bisogno.Contemplo un cuore tan buono e generoso in questa donna semplice che tutto il giorno lavora nella cucina popolare e che nel pomeriggio invece di riposare continua ad andare a visitare le famiglie povere, comprandole anche qualcosa perché: non é bene andare a mani vuoteForse Maria non riceverá il centuplo in case in questa terra, pero in cielo avrá una reggia. 

mercoledì 4 marzo 2015

     Domenica mattina é morto XXX, ucciso con due colpi di pistola per mano di ZZZ, un amico. Erano ubriachi, drogati e ”ci si é messo il diavolo” racconta la mamma di ZZZ.

  ZZZ e XXX sono anche vicini di casa. Ambedue appartengono a famiglie molto umili.

    XXX, aveva 24 anni ed é il terzo di 4 fratelli, il papá spesso si ubriaca e picchiava la compagna, che 6 anni fa se ne andó di casa. La primogenita era disperata. La casa é molto semplice, i vicini li stanno appoggiando per la parte burocratica ed economicamente. XXX lascia anche una compagna e un figlio di 4 anni.

    ZZZ é l’ultimo di due fratelli, la mamma abbandonata dal compagno per poter lavorare,  aveva internato i due figli quando il maggiore aveva 8 anni e ZZZ 5. Si vergogna, si sente in colpa perché suo figlio é un assassino.Siamo andati a pregare per XXX e per accompagnare queste famiglie. Nella strada c’erano como 60/70 giovani della loro pandilla, avevano la musica ad alto volume e stavano bevendo.  Ci siamo avvicinati e li abbiamo invitati a pregare il rosario per ricordare XXX e la sua famiglia. Usiamo l’arma della pace, il piú bel regalo che possiamo fare ad XXX é quello della preghiera gli abbiamo detto e ci hanno accolto subito.
Mentre stavamo pregando qualcuno grida e immediatamente qualcuno spara una decina di colpi di pistola. Una delle pallottole colpisce la casa di una vicina, grazie a Dio nessuno rimane ferito. Chi ha sparato? Forse alcuni di un’altra pandilla che volevano approfittare della situazione di debolezza dei rivali.   Alcuni dicono: questa é terra di nessuno. E l’uno e l’altro raccontano ora di un figlio a cui avevano sparato, o della sorella che avevano ucciso, dell’altro che avevano accoltellato...    Ci avviciniamo anche alla casa di ZZZ, la mamma era straziata. A consolarla c’era Jessica, la mamma di Christian ucciso propio un anno fa, all'etá di 16 anni, mentre gli rubavano il cellulare. Quale miracolo della bontá e misericordia  di Dio che la mamma di una vittima regali consolazione alla mamma di un assassino.

 Ho visto un pó di luce in mezzo a queste tenebre.