martedì 13 gennaio 2015

VOGLIO CAMBIARE

XX é un giovane che vuole cambiare: Per 10 anni sono stato nella pandilla, mi ubriacavo, drogavo, rubavo...voglio cambiare.
Che bello ascoltare queste parole, cogliere la forza di Dio capace di cambiare la vita. Io voglio Dio, non voglio perderlo, non voglio ritornare come prima.
Peró nello stesso tempo mi strugge il cuore quando mi rendo conto che XX dovrebbe concludere gli studi anche se non se ne sente capace, dovrebbe avere un lavoro sicuro, ben remunerato mentre invece lo sfruttano pagandolo poco. Potrebbe dedicarsi alla sua falegnameria peró non ha un capitale da invertire.

É un vortice che rischia di fargli perdere la gioia di essere libero.


La signora Giuliana ha quasi ottant’anni peró giá da piú di 10 non puó camminare. L’autobus sul quale viaggiava uscí di strada: non ebbe risarcimenti e non puó con facilitá andare dal medico, farsi curare...Tutto il giorno lo passa sdraiata nel pavimento, avendo come letto la pelle di animale. Mastica coca per non dover bere.

Suo marito, Agustin é il lider della cappella, con i suoi ottant’anni ogni domenica prega il rosario con altri pochi fedeli, vivendo nella speranza che un giorno possano essere molti di piú.  Lavora nel campo, alleva animali e si dedica alla sua sposa.

La loro generositá nonostante la povertá é stata grande. Venite a mangiare qui tutte le volte che non trovate da altre parti. Lei diceva: se stessi bene vi preparerei carne di cuy!

Incontrare questi due vecchietti ci ha donato molta gioia.

martedì 6 gennaio 2015

L'immagine dell'Amore

Il giorno prima della vigilia di Natale abbiamo celebrato la messa nella piccola cappella di Ollococha. Mentre ci stavamo preparando arriva il signor Agostino, catequista, leader carismatico in una realtá dove la presenza del sacerdote e delle suore é una, due volte all’anno. Ai piedi del tavolino, che sarebbe diventato altare, il signor Agostino apre la sua manta nel pavimento e tira fuori la tovaglia dell’altare, la campanella, la croce...per celebrare la messa.Qualche minuto piú tardi mi chiama la signora Lourdes e ai piedi di un tavolino dove piú tardi avremmo cenato, apre la sua manta nel pavimento e tira fuori due pentoline con la nostra cena, due piatti, due cucchiai...


Secoli fa Juan Diego aprí la sua manta dove aveva raccolto delle rose come le aveva indicato la Vergine e su quella tilma apparve l’immagine della Guadalupe. Nella manta di Agostino e Lourdes non c’era l’immagine della Vergine peró sí quella dell'amore, del dono nella semplicitá e  umiltá.




Il buon Pastore

Nella nostra permanenza a Ollococha (provincia di Huancavelica) abbiamo avuto una sveglia speciale: alle 5 del mattino l’asino iniziava a ragliare e le greggi con pecore, vacche e capri si dirigevano a pascoli appetitosi.Cosí abbiamo conosciuto a Sheila, una bambina di 9 anni che prima di andare a scuola accompagna il gregge su per la montagna (90 pecore, 4 vacche..) e nel pomeriggio, quando rientra da scuola lo va a riprendere. Il viso é letteralmente cotto dal sole.

Ho sempre pensato che il pastore era un uomo forte e agile, oggi scopro che é una bambina gioiosa e responsabile.




 Il Verbo si é fatto carne

Con Nataly siamo andate a visitare le famiglie di Ollococha per parlarle di Dio: che meravilla quando abbiamo incontrato chi ci ha fatto vedere Dio.

Era quasi mezzogiorno: eravamo stanche perché eravamo uscite presto e il sole era fortissimo, stavamo per ritornare a casa e nessuno ci aspettava per il pranzo, peró decidemmo andare a bussare a quell’ultima casa.
Ci accoglie una signora con un bel sorriso e senza che le dicessimo niente ci fa passare. Ci sediamo sul muretto e subito ci offre un piatto di mais con due pezzi di pollo. Senza cucchiaio né forchetta, con gusto mangiamo dallo stesso piatto. Quando condividiamo con la signora qual é la nostra missione ci dice: Gesú nel vangelo é ben chiaro: andate senza niente, né bisaccia, né due tuniche o due paia di sandali...

La Parola che ci stava proclamando si stava facendo carne.

Prima di arrivare a questa casa, mentre stavamo visitando le famiglie, lungo la strada vedemmo dei fichi di India: la fame, la sete ci ha fatto desiderare poterli gustare, peró non abbiamo potuto raccoglierli. Quale sorpresa quando dopo il ricco piatto di mais la signora ci offre due fichi di India e mezzo a ciascuna: pelati e pronti da mangiare!

La tua Provvidenza Signore ci fa toccare con mano la tua Presenza!




Dio mi ha riservato un progetto bellissimo

É morto Cristian, aveva 12 anni e da tempo soffriva di leucemia. La unica speranza di vita era un trapianto di midollo che non ha potuto mai ricevere.

Nel marzo dell’anno scorso si era iscritto alla catechesi per ricevere il sacramento del battesimo e della prima comunione, peró dopo qualche mese si ritiró per le lunghe degenze in ospedale, per la debolezza fisica dopo le pesanti chemio e per non esporsi a contagi.

É morto serenamente in ospedale, dove era stato ricoverato dal giorno di Natale. Prima di morire ripetutamente diceva alla mamma: non ti preoccupare per me. Dio mi ha riservato un progetto bellissimo , mi dispiace solo che tu soffra. Sappi  che il mio corpo cede peró il mio spirito no.

Il giorno in cui siamo andati a pregare con la famiglia, davanti al feretro di Cristian, la sorellina a cui avevamo regalato delle caramelle l’ultima volta che eravamo andati a vistarli, mi dice: oggi non hai le caramelleLa morte che spesso vediamo come la fine di tutto, questi due fratelli ce l’hanno rivelata come vita che continua, un progetto d’amore.