domenica 6 dicembre 2015

Ventiquattro anni fa incominciarono la loro vita insieme: non avevano molte cose, peró sí un grande desiderio di essere famiglia.
Dieci anni fa si sposarono in chiesa dopo un conversione a Dio che cambió le loro vite.
Oggi si sono scambiati gli anelli.


lunedì 30 novembre 2015

Che cosa vi ha fatto decidere di cambiare vita? Toccare il fondo.Nella visita agli amici della comunitá di recupero, abbiamo rivolto questa domanda e abbiamo ricevuto questa risposta.Toccare il fondo. Un fondo pieno di droga, alcohol, furti, violenza… giá nei primi anni dell’adolescenza. Eppure anche in questo buio, una luce, una spinta per risalire.Come non pensare a ció che l’umanitá sta vivendo: sta toccando il fondo. Che Dio permetta che questo fondo diventi una spinta verso l’alto per riconoscerlo come unico Signore delle nostre vite, di tutti i popoli, dell’universo: Il Signore é vicino...il Regno é qui tra noi...Rallegriamoci!

Buon cammino di Avvento.



martedì 17 novembre 2015

Mentre stava guidando la sua moto, in stato di ebbrezza, ebbe un incidente. Un episodio che si somma ad altri in cui aveva messo a rischio la sua vita, come quando intentó suicidarsi. Una famiglia povera la sua, difficoltá con lo sposo...

Le sorelle le sono state molto vicine, preoccupandosi di lei, della sua salute, delle conseguenze dell’incidente...e dicevano: "é un miracolo, adesso sta bene ed é solo per opera di Dio. Abbiamo pregato tanto, abbiamo chiesto a Diosito che la guarisse e Lui ci ha ascoltato".Queste persone non partecipano alla vita della parrocchia, non hanno i sacramenti..., peró non manca loro la FEDE che SALVA.



sabato 7 novembre 2015

“Mi piacerebbe avere una bibbia”: questo desiderio della signora Videla, divenne presto realtá grazie alla collaborazione di alcuni amici italiani che ci regalarono alcune Bibbie. Ammalata di leucemia, é morta da poco. Lo sposo, i figli si sentono un poco in colpa perché chissá  avrebbero potuto fare qualcosa di piú per salvarla. "Peró nonostante tutto, ci dice lo sposo, sono sereno perché lei era serena, pregando e leggendo la Parola di Dio".


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“Maria, grazie per le uova che mi hai regalato!” dico a Maria, una signora della nostra parrocchia. ”Uova, no io  non ti ho regalato uova, però domani te le porterò” mi risponde. Così è iniziata una piccola storia d'amore di Dio Padre Provvidente. Una missionaria mi aveva detto che la signora Maria mi aveva lasciato delle uova, perciò la ringraziai, però non era la Maria delle uova.

E così il giorno dopo la signora Maria è venuta con varie borse da spesa con dentro un pollo, alcune uova, lattuga e un casco di banane. Maria é una persona molto semplice, già di una certa età, con vari acciacchi alla salute, che il gruppo della solidarietà accompagna periodicamente, vive in una baracca ed ha un figlio con hándicap. Perciò accogliendo le tante cose che ci aveva portato le dico: “Maria non dovevi preoccuparti, per te questa spesa non è troppo?” Mi ha risposto: “Ed io quand'è che aiuto qui?”La sua semplicità e generosità mi hanno lasciato senza parole. Grata a Dio per quello che è stata capace di condividere: più di quello che possiede.

martedì 27 ottobre 2015

ANDARE CONTROCORRENTE. Abbiamo incontrato i giovani di una scuola superiore, gli abbiamo chiesto che cosa  li fa piú soffrire nella loro vita. Alcune delle loro risposte: Soffro per il comportamento di mio papá perché beve e anche mio fratello beve e va per un mal cammino... Vorrei che la mia famiglia fosse unita... La veritá é che sento un gran vuoto nella mia vita... Spesso per affrontare questa sofferenza incominciano a drograrsi, a bere, si uniscono alla pandilla, vivono la sessualitá in modo disordinato, molti i casi di adolescenti madri...

Per questo abbiamo presentato loro la  persona di Giuseppe, il patriarca venduto dai suoi fratelli come schiavo. Nonostante tutto il male ricevuto, Giuseppe non aveva mai smesso di sentirsi amato da Dio e riuscí a cogliere la Provvidenza di Dio in tutte le vicissitudini vissute: ...tutto é stato opera di Dio, era necessario che arrivasssi in Egitto per permettere al nostro popolo di sopravvivere alla carestia (libro della Genesi). Quando a questi giovani si parla della veritá l’accolgono perché sono assetati di veritá. Li abbiamo invitati a scegliere la purezza nelle loro relazioni, queste alcune delle loro ripercussioni:Ho capito che la castitá é qualcosa di molto prezioso, che solo tu puoi permettere o no, perché se non sei casto é perché hai deciso che non avrai un ordine nella tua vita. Mi comprometto ad aspettare fino a quando arrivi l’amore della mia vita, fino al matrimonio...La castitá é molto importante perché significa rispetto verso noi stessi e verso la persona con la quale condividiamo parte della nostra vita. Mi comprometto a rispettarmi e rispettare in ogni momento e a custodire la mia castitá fino al matrimonio.

domenica 11 ottobre 2015


PICCOLI grandi PASSI

Alcune esperienze di ---------, giovane ex pandillero, danno molta gioia perché dicono i piccoli passi che sta facendo per percorrere il cammino di Dio, via di luce e veritá.

Un giorno mentre lavorava come tassista, due persone che aveva accompagnato invece di pagargli 10 Soles gli lasciano 100. Immediatamente ---------, meravigliato di fronte alla banconota, ha pensato nella buona opportunitá che gli si stava presentando: i soldi scarseggiano, i debiti aumentano... questo sbaglio arrivava come dono. Peró, ricordandosi di Dio, dopo questo pensiero ne é nato un altro.  Ha fatto marcia indietro, ha raggiunto i passeggeri che aveva appena lasciato e gli ha restituito i soldi.

Piccoli grandi passi per chi sta cercando di lasciare il passato alle spalle e apprendendo a confidare in Dio e nella sua Provvidenza, nonostante il bisogno e la necessitá. 

martedì 6 ottobre 2015

É stato ucciso a pugnalate un giovane di 19 anni. Sembra si tratti di una resa di conti. Vive in una zona dove potremmo realizzare un cimitero per giovani morti in modo violento, per quanti ce ne sono stati ultimamente. La settimana scorsa siamo stati nella scuola superiore dove anche questo giovane aveva studiato. Ci hanno fatto entrare nelle loro vite: problemi in famiglia, separazioni dei genitori, convivenza con il compagno/a di uno dei genitori, povertá, solitudine...e le reazioni a tutto questo: alcol, droga, pandilla, sessualitá precoce e disordinata, aborto, violenza....Li abbiamo invitati ad un cammino diverso, ad andare controcorrente, ad incontrarsi con Gesú, il buon samaritano, il Signore delle nostre vite, l’unico che, amandoci, salvandoci, puó darci la forza di cambiare. 


martedì 29 settembre 2015

Nelle ultime pagine di alcune riviste, giornali.. a volte s’incontra un gioco: cerca l’intruso! Trovare l’intruso in questa foto é abbastanza semplice: peró non é un gioco!



domenica 20 settembre 2015





Un secchiello, una bottiglia di plastica…non importa qual sia il recipiente, la cosa più importante è che l’acqua sia benedetta. La gente la usa per farsi il segno della croce, per benedire la casa, i propri oggetti, la beve e la usa per benedire.

Qualche giorno fa, dopo la messa, il sacerdote si avvicinò al tavolino per benedire quegli oggetti che le persone lasciano perché siano benedetti: la foto della persona cara, defunta o ammalata, un quadro di un santo di cui sono devoti e i vari recipienti di acqua. Alcune gocce d’acqua dell’aspersorio del padre erano rimaste sul tavolino.

Una mamma con la sua bambina in braccio si avvicinò e bagnandosi la mano con questa acqua benedetta, subito dopo accarezzava il volto della bimba. Ha ripetute questo gesto varie volte come per non sprecare né una goccia, come per non privare sua figlia né di una goccia.

Che sorpresa quando ritrovandoci con alcune suore di un monastero di clausura, dopo aver pregato con loro la preghiera della notte, la sorella più anziana ha benedetto ciascuna con l’acqua benedetta, un rito di ogni notte.Quanta fede dietro un segno tanto umile, semplice e puro della benedizione di Dio.

venerdì 4 settembre 2015

“Non oro né argento peró quello che ho te lo do questa Parola di Pietro dinanzi al cieco, mi é nata nel cuore mentre vivevamo un momento di preghiera con XXX, che due mesi fa ha perso due bambine al quinto mese di gravidanza.

Perché Dio me le ha tolte, perché mi ha castigata? Erano le domande alle quali XXX non incontrava risposta. Sentirsi accompagnata, amata, ascoltata in questo suo dolore l’ha aiutata ad aprirsi, ad essere piú serena, ad incontrare la pace: adesso so che sono con Dio, che stanno bene, anche se avrei voluto tenerle tra le mie braccia.

Le abbiamo regalato due fiori, due gigli: ci ha chiesto se poteva essicarli e guardare le foglie in un libro. Quando ci siamo salutate ci ha detto: ed io cosa posso fare per dire grazie: posso pulire, cucinare...dove c’é bisogno.“Non oro né argento peró quello che ho te lo do”.



sabato 29 agosto 2015

Grazie signora Sarita per la tua generositá.

Con tanta premura, in mezzo al deserto, coltivi il tuo piccolo orticello, con il quale cerchi di provvedere alla tua vita.

Grazie per farci dono dei tuoi frutti, belli come fiori.




martedì 4 agosto 2015

 É nato Cristofer José Mariano: figlio della pace, della benedizione, della gioia per una famiglia profondamente segnata dal dolore. Un anno e messo fa muore Cristian, ucciso mentre cercavano di rubargli un cellulare da quattro soldi. Aveva 16 anni.

 Per la famiglia questa notizia é stata una tragedia e paradossalmente l'inizio di un cammino di benedizione. I genitori hanno incominciato ad avvicinarsi al Signore, hanno imparato a perdonare l’assassino. Quando ci fu il processo del ragazzo che aveva ucciso Cristian, la mamma disse: non ho sentito nessuna soddisfazione nel fatto che l’abbiano arrestato, ho provato solo tanta pietá, ha due bambini piccoli, una compagna, una madre... 

Nove mesi fa una notizia: é in arrivo un altro figlio e cosí accolgono,con grande gioia, a Cristofer. La mamma dice: non mi dimenticheró mai di Cristian peró la gioia che ho nel cuore  mi ha ridato vita. Siamo molto grati al Signore, Diosito lindo, che ci accompagna costantemente non facendoci mancare nulla.


giovedì 30 luglio 2015

Questa mattina lungo la strada abbiamo incontrato il sig. Antonio. Un uomo di mezz’etá che tirava un carretto pieno di materiale reciclato. Doveva tirarlo con la forza delle braccia, impossibilitato a pedalare per la mole dei sacchi.

 Come va? Gli abbiamo chiesto.

 - Lavorando, fin dal mattino presto,  per un piatto da mangiare. Ci ha risposto sorridendo.

 Ho presentato a Dio la vita di questa persona che, come quella di tanti altri nel mondo, faticano duramente per poter sopravvivere.


lunedì 27 luglio 2015


Gloria lavora tutto il giorno vendendo in strada articoli per capelli, portafogli...Sulle spalle ha un debito con la banca che le concesse un prestito per poter avere acqua e fognatura. Adesso manca il bagno. Si potrá trasformare questo pezzettino di terra in un bagno? Avremo il sostegno economico? Confidiamo in Dio Padre  che sempre si preoccupa dei poveri che gridano a  Lui.Avevamo un piccolo risparmio di una giovane che condivide costantemente parte del suo stipendio. Il muratore ci invia il preventivo: il doppio della somma che abbiamo. Gli rispondiamo che purtroppo per il momento non possiamo portare avanti questo lavoro, peró confidiamo nella Provvidenza.Dopo solo 5 minuti arriva quasi tutta la somma che mancava. Grazie Signore per questa puntualitá!

 


venerdì 10 luglio 2015



Che bello aprire la porta di casa: si ricevono benedizioni!


Durante la cena ha suonato il campanello. Sono andata ad aprire ed ho incontrato un uomo appoggiato al muro che farfugliava: dov'é quel signore, mi ha detto di venire qui, la hermana Isabel...non capivo cosa mi volesse dire.  Allora gli ho chiesto: Di che cosa ha bisogno? Un maglione, mi ha risposto. Effettivamente quello che aveva addosso era molto consumato, con buchi... ed insufficiente per il freddo che fa.

L’ho fatto accomodare e gli ho rivolto qualche domanda per conoscerlo. Si chiama Giovanni, vive in strada e mi dice: perché nasconderlo, mi piace bere.Gli ho chiesto se avesse mangiato, alla risposta negativa gli ho detto che mi aspettasse mentre andavo a preparargli qualcosa. Mentre mi allontanavo mi ha detto: Dio é amore, gli ho sorriso annuendo: sí Dio é amore. Gli ho portato un piatto con il ricco sfornato preparato da Katia e mentre Maria si é fermata a fargli compagnia, siamo andati a cercare, tra le cose che arrivano dall’Italia, qualcosa perché potesse coprirsi. Abbiamo trovato una tuta e una bella e calda casacca. Mi sono emozionata quando ho visto che la casacca aveva una scritta” Da Prat Armando”: Armando e sua moglie sono carissimi amici conosciuti a Pordenone.


Quando Giovanni ha ricevuto questi doni é stato molto contento ed ha incominciato a benedire.Tanti sono stati benedizione per Giovanni e Giovanni é stato benedizione per tanti!

La porta si é chiusa.

mercoledì 24 giugno 2015

Nel parco vicino alla parrocchia ho visto quattro bambini, seduti con le mani giunte. Mi sono avvicinata, prima li ho contemplati in silenzio, poi quando si sono accorti della mia presenza, ho iniziato a dialogare con loro.

Cosa fate? Stiamo pregando.

Chi vi ha insegnato? La mia mamma, dice una di loro.

E per chi state pregando? Perché stiano bene.



domenica 21 giugno 2015


Una persona ha buttato l’immondizia in strada perché gli fa piú comodo.

Una persona ha scritto: “Non buttare l'immondizia” ed ha affisso un immagine del Sacro Cuore di Gesú per invitare al rispetto.

Una persona cerca in questa immondizia qualcosa...per vivere.



giovedì 18 giugno 2015

   Presentatevi dicendo il vostro nome e cosa avete consumato: Mi chiamo… e consumavo eroina, cocaina, mariuana..., sono due mesi che sono qui… Per varie volte, tante quante sono le persone che vivono a San José, abbiamo ascoltato questa presentazione. Sono giovani e adulti che hanno deciso di cambiare vita e ci stanno riuscendo in questa comunitá terapeutica.
      Le loro storie sono difficili, la loro vita é stata dura e lo é ancora, hanno sofferto ed hanno fatto soffire… ma adesso qualcosa sta cambiando. Con l’aiuto di Dio, di Maria, di San José e di persone di buona volontá, stanno ricevendo una nuova opportunitá e non vogliono perderla. Si respira un clima di gioia, di famiglia. Jhonathan ha vissuto in strada, dormendo lungo il letto del fiume… da quando era piccolo. Ha deciso di entrare nella comunitá perché vuole cambiare, la sua forza é sua figlia, la sua ragione di vita.
     Fratello Jorge, carmelitano che li accompagna ci dice: sono contenti della vostra presenza. La societá li esclude, emargina, perció quando qualcuno li viene  a trovare si sentono amati.
     Anche noi siamo stati contenti di stare con loro, ci siamo sentiti amati.




lunedì 15 giugno 2015



In una delle nostre cappelle, vicino ad un quadro della Divina Misericordia, c’é un quaderno dove chi desidera puó lasciare la sua preghiera:

Voglio che mia mamma abbia un lavoro e presto, per avere da mangiare, vestiti e tutte le cose che mi mancano.

Dio mio, voglio che mia mamma abbia un lavoro, che la sua salute si possa recuperare presto, grazie Dio e Gesú.

martedì 9 giugno 2015

NON TUTTI HANNO ACQUA E NON TUTTI CE L'HANNO IN CASA!!!
¡NO TODOS TIENEN AGUA Y NO TODOS LA TIENEN EN LA CASA!!!



IL SOGNO DI UNA CASA

Eugenio e Nancy con i 3 figli sono una famiglia che vive nella parte piú povera della collina. Eugenio non ha un lavoro fisso: fa il tassista con una mototaxi che affitta, ripara vetri e finestre, fa l’elettricista... cerca di arrangiarsi. Nancy si occupa dei bambini e fa dei piccoli lavoretti per aiutare l’economia familiare. Hanno un sogno avere una casa, almeno di legno.


martedì 28 aprile 2015

Con las mensajeras de Paraiso
Paradiso é un quartiere della nostra parrocchia. Abbiamo incontrato le messaggere, delle signore che toccano le porte dei vicini per essere ponte con la chiesa. Hanno accolto la proposta di incontrarsi una volta al mese per pregare, condividere, conoscere la realtá dei vicini...

Il vangelo corre....

Uomini in mezzo all'immondizia, senza guanti, senza stivali, senza una tuta, senza una mascherina: Ecco l'uomo! 
"Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli"
Dalla finestra della nostra casa ho assistito, non per la prima volta, allo smistamento dell'immondizia. Mentre alcuni uomini caricano, altri sullo stesso camion incominciano giá a separare: carta, plastica, carta igienica, vetro, umido...Ho pensato a quando ritornano a casa, dalle loro famiglie, quando incontrano le spose, i figli...
Grazie Signore per averci regalato la dignitá di essere figli tuoi, una dignitá che niente e nessuno puó rubare a nessuno.

martedì 14 aprile 2015

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Dare é piú facile che amare

Il giorno di Pasqua, dopo aver celebrato la messa, un signore della parrocchia stava spegnendo il cero pasquale, essendo alto e pieno di cera liquida, bisognava incontrare il modo di non fare danni, invece nella sua semplicitá il nostro amico usó il modo meno appropriato favorendo, in un certo senso, che la cera cadesse addosso alla ragazza alla quale aveva chiesto di spegnerlo. Qualche minuto piú tardi ci accorgiamo che un giovane, un pó fuori di testa, stava cercando di nascondersi in chiesa, scalzo e con addosso solo un paio di pantaloni, correva per i banchi. Quando lo invitiamo ad uscire perché dovevamo chiudere la chiesa, mi dice: dammi una camicia! Subito andiamo a cercare, nella stanza del gruppo della solidarietá, e troviamo una maglietta che gli porgiamo, da lí il giovane se ne vá.

Ho pensato a come mi sia stato piú facile vestire chi era nudo che avere compassione di chi mi mostrava una debolezza piú nascosta. La povertá é piú profonda di ció che si vede. Dare é piú facile che amare.

La provvidenza anche questa volta non si é fatta aspettare: che sorpresa quando il giorno dopo cercando una candela, incontriamo un bastone appropiato per spegnere il cero pasquale!

martedì 31 marzo 2015


La realtá, in una delle nostre zone piú povere, si fa ogni giorno piú difficile. La violenza tra i giovani é aumentata: omicidi, assalti...con pistola, coltelli o pietre é all’ordine del giorno. Questo provoca tanta insicurezza, paura, diffidenza, reazioni di vendetta. Abbiamo incontrato alcune mamme con il desiderio di infondere fiducia e speranza in un Dio che ci protegge, che é con noi, che ci difende e lotta per noi fino a dare la vita: Le preoccupazioni, le difficoltá, le sofferenze sono come un leone agguerrito e affamato davanti a noi, davanti al quale ci sentiamo come un bambino indifeso e disarmato. Ci salva la certezza che dietro di noi ci sia un cacciatore forte disposto a dare la vita per me.
Le signore incominciano a raccontarsi: mio marito ogni giorno rientra a casa ubriaco, a volte mi prende la disperazione di non sapere come pagare il gas, la luce... Un’altra: questa mattina in cucina ho incontrato quel ragazzo, vicino di casa, ubriaco, cercava qualcosa da mangiare. Ho avuto pena  di lui, conosce la fame, il freddo, vive con il papá peró é completamente abbandonato...ha preso un mal cammino...gli ho dato quello che avevo. Un’altra racconta: sono rimasta orfana  all’etá di 8 anni, il piú piccolo dei miei fratelli aveva 8 mesi. Papá si é preoccupato per noi peró durante il giorno stavamo con gli zii che ci picchiavano...a 11 anni me ne sono andata di casa,  sono andata a lavorare...piú tardi ho incontrato un uomo da cui ho avuto 4 figli, mi tradiva, mi maltrattava, mi sono separata. Un´altra diceva: ho paura per i miei figli, per loro darei tutto. Sono cresciuta da sola e non voglio che i miei figli vivano ció che io ho vissuto.
É grande questo leone, le sue fauci sono enormi...

Vieni Signore Gesú, tu che hai dato la vita per noi, in questa Pasqua regalaci ancora una volta la tua grazia, facci sentire la tua presenza che ci libera, ci custodisce, ci protegge.


martedì 24 marzo 2015




“Se non credi che Io Sono, morirai nei tuoi peccati”: cosí ci riporta oggi San Giovanni la parola di Gesú.
Una parola che Fernando ha compreso in tutta la sua veritá.Fernando ha 43 anni, 5 figli con due donne diverse, un passato difficile tra droga, strada, due volte nel carcere...un presente in una comunitá terapeutica.
“Gesú é il mio unico Salvatore, senza di Lui non sono nulla, senza di Lui non posso uscire dalla droga” sono le sue parole.
“I pubblicani e le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli perché hanno creduto...”
. Donaci Signore questa fede semplice che nasce dalla consapevolezza di non essere nulla senza di te.  

domenica 15 marzo 2015


Il signor Antonio é un uomo  semplice e molto buono. Un anno fa é diventato ministro della comunione e da quel momento si é sentito investito di una dignitá speciale: viene sempre ben vestido alla messa, puntualissimo, responsabile e attento. Qualche volta aveva condiviso che sua moglie, la signora Cipriana, non era tanto contenta che passasse tanto tempo in chiesa. Peró Antonio con tanta fede ha desiderato che un giorno sua moglie potesse comprendere il suo cammino. Qualche mese fa la signora Cipriana si é ammalata: il piede stava andando in cancrena. Da questo momento tante cose sono cambiate si é sentita molto amata dal suo sposo, dalla famiglia, dalla parrocchia, da Dio. In occasione del compleanno della sig.ra Cipriana, oggi sono venuti a messa e con quanta gioia il sig. Antonio ha ringraziato perché sua moglie sta meglio e per lui era un dono di Dio. Non ho mai visto Cipriana a messa con noi, allora forse il miracolo non é stato solo quello di una progressiva guarigione, ma anche quello di essersi incontrata con l’amore di Dio grazie ad una intercessione paziente e silenziosa del suo sposo.
Dio é fedele.

giovedì 5 marzo 2015

Siamo andati a visitare la famiglia di Brishman, un ragazzo di 18 anni che da quando ne aveva 8 ha incominciato a stare male. Non aveva voglia di mangiare e il poco che mangiava non lo riteneva, era diventato magrissimo, lo é ancora tanto da non sembrare un diciottenne. Nel tempo gli diagnosticarono ipotiroidismo e atrosi reumatoide, di fatti le sue mani sembra che stringano un mandarino. La loro casa é molto umile, alcuni mattoni uno sull’altro... Grazie alla Provvidenza Brishman potrá fare un pó di terapia. Quando siamo andate via la signora Maria del gruppo solidarietá mi dice: hanno bisogno di una casa! Le ho ricordato che prima avremmo aiutato lei che pure vive in una casa molto modesta, ma ella mi ripete: essi ne hanno piú bisogno.Contemplo un cuore tan buono e generoso in questa donna semplice che tutto il giorno lavora nella cucina popolare e che nel pomeriggio invece di riposare continua ad andare a visitare le famiglie povere, comprandole anche qualcosa perché: non é bene andare a mani vuoteForse Maria non riceverá il centuplo in case in questa terra, pero in cielo avrá una reggia. 

mercoledì 4 marzo 2015

     Domenica mattina é morto XXX, ucciso con due colpi di pistola per mano di ZZZ, un amico. Erano ubriachi, drogati e ”ci si é messo il diavolo” racconta la mamma di ZZZ.

  ZZZ e XXX sono anche vicini di casa. Ambedue appartengono a famiglie molto umili.

    XXX, aveva 24 anni ed é il terzo di 4 fratelli, il papá spesso si ubriaca e picchiava la compagna, che 6 anni fa se ne andó di casa. La primogenita era disperata. La casa é molto semplice, i vicini li stanno appoggiando per la parte burocratica ed economicamente. XXX lascia anche una compagna e un figlio di 4 anni.

    ZZZ é l’ultimo di due fratelli, la mamma abbandonata dal compagno per poter lavorare,  aveva internato i due figli quando il maggiore aveva 8 anni e ZZZ 5. Si vergogna, si sente in colpa perché suo figlio é un assassino.Siamo andati a pregare per XXX e per accompagnare queste famiglie. Nella strada c’erano como 60/70 giovani della loro pandilla, avevano la musica ad alto volume e stavano bevendo.  Ci siamo avvicinati e li abbiamo invitati a pregare il rosario per ricordare XXX e la sua famiglia. Usiamo l’arma della pace, il piú bel regalo che possiamo fare ad XXX é quello della preghiera gli abbiamo detto e ci hanno accolto subito.
Mentre stavamo pregando qualcuno grida e immediatamente qualcuno spara una decina di colpi di pistola. Una delle pallottole colpisce la casa di una vicina, grazie a Dio nessuno rimane ferito. Chi ha sparato? Forse alcuni di un’altra pandilla che volevano approfittare della situazione di debolezza dei rivali.   Alcuni dicono: questa é terra di nessuno. E l’uno e l’altro raccontano ora di un figlio a cui avevano sparato, o della sorella che avevano ucciso, dell’altro che avevano accoltellato...    Ci avviciniamo anche alla casa di ZZZ, la mamma era straziata. A consolarla c’era Jessica, la mamma di Christian ucciso propio un anno fa, all'etá di 16 anni, mentre gli rubavano il cellulare. Quale miracolo della bontá e misericordia  di Dio che la mamma di una vittima regali consolazione alla mamma di un assassino.

 Ho visto un pó di luce in mezzo a queste tenebre.

martedì 24 febbraio 2015

 Il salmo che oggi la liturgia ci propone ci ricorda e ci esorta a credere che Dio fa giustiza ai piú poveri. Lo desidero fortemente per Aludia, la giovane vedova, a cui solo poche settimane fa avevamo regalato una macchina da cucire perché potesse lavorare in casa, sostenendo la sua famiglia e potendo stare vicina ai suoi bambini.
La settimana scorsa le hanno rubato la macchina, segno della provvidenza di Dio, della bontá di chi le aveva fatto questo regalo e segno di speranza nel futuro.
Il Signore fará giustizia ai poveri e soccorrerá la vedova e gli orfani.

martedì 13 gennaio 2015

VOGLIO CAMBIARE

XX é un giovane che vuole cambiare: Per 10 anni sono stato nella pandilla, mi ubriacavo, drogavo, rubavo...voglio cambiare.
Che bello ascoltare queste parole, cogliere la forza di Dio capace di cambiare la vita. Io voglio Dio, non voglio perderlo, non voglio ritornare come prima.
Peró nello stesso tempo mi strugge il cuore quando mi rendo conto che XX dovrebbe concludere gli studi anche se non se ne sente capace, dovrebbe avere un lavoro sicuro, ben remunerato mentre invece lo sfruttano pagandolo poco. Potrebbe dedicarsi alla sua falegnameria peró non ha un capitale da invertire.

É un vortice che rischia di fargli perdere la gioia di essere libero.


La signora Giuliana ha quasi ottant’anni peró giá da piú di 10 non puó camminare. L’autobus sul quale viaggiava uscí di strada: non ebbe risarcimenti e non puó con facilitá andare dal medico, farsi curare...Tutto il giorno lo passa sdraiata nel pavimento, avendo come letto la pelle di animale. Mastica coca per non dover bere.

Suo marito, Agustin é il lider della cappella, con i suoi ottant’anni ogni domenica prega il rosario con altri pochi fedeli, vivendo nella speranza che un giorno possano essere molti di piú.  Lavora nel campo, alleva animali e si dedica alla sua sposa.

La loro generositá nonostante la povertá é stata grande. Venite a mangiare qui tutte le volte che non trovate da altre parti. Lei diceva: se stessi bene vi preparerei carne di cuy!

Incontrare questi due vecchietti ci ha donato molta gioia.

martedì 6 gennaio 2015

L'immagine dell'Amore

Il giorno prima della vigilia di Natale abbiamo celebrato la messa nella piccola cappella di Ollococha. Mentre ci stavamo preparando arriva il signor Agostino, catequista, leader carismatico in una realtá dove la presenza del sacerdote e delle suore é una, due volte all’anno. Ai piedi del tavolino, che sarebbe diventato altare, il signor Agostino apre la sua manta nel pavimento e tira fuori la tovaglia dell’altare, la campanella, la croce...per celebrare la messa.Qualche minuto piú tardi mi chiama la signora Lourdes e ai piedi di un tavolino dove piú tardi avremmo cenato, apre la sua manta nel pavimento e tira fuori due pentoline con la nostra cena, due piatti, due cucchiai...


Secoli fa Juan Diego aprí la sua manta dove aveva raccolto delle rose come le aveva indicato la Vergine e su quella tilma apparve l’immagine della Guadalupe. Nella manta di Agostino e Lourdes non c’era l’immagine della Vergine peró sí quella dell'amore, del dono nella semplicitá e  umiltá.




Il buon Pastore

Nella nostra permanenza a Ollococha (provincia di Huancavelica) abbiamo avuto una sveglia speciale: alle 5 del mattino l’asino iniziava a ragliare e le greggi con pecore, vacche e capri si dirigevano a pascoli appetitosi.Cosí abbiamo conosciuto a Sheila, una bambina di 9 anni che prima di andare a scuola accompagna il gregge su per la montagna (90 pecore, 4 vacche..) e nel pomeriggio, quando rientra da scuola lo va a riprendere. Il viso é letteralmente cotto dal sole.

Ho sempre pensato che il pastore era un uomo forte e agile, oggi scopro che é una bambina gioiosa e responsabile.




 Il Verbo si é fatto carne

Con Nataly siamo andate a visitare le famiglie di Ollococha per parlarle di Dio: che meravilla quando abbiamo incontrato chi ci ha fatto vedere Dio.

Era quasi mezzogiorno: eravamo stanche perché eravamo uscite presto e il sole era fortissimo, stavamo per ritornare a casa e nessuno ci aspettava per il pranzo, peró decidemmo andare a bussare a quell’ultima casa.
Ci accoglie una signora con un bel sorriso e senza che le dicessimo niente ci fa passare. Ci sediamo sul muretto e subito ci offre un piatto di mais con due pezzi di pollo. Senza cucchiaio né forchetta, con gusto mangiamo dallo stesso piatto. Quando condividiamo con la signora qual é la nostra missione ci dice: Gesú nel vangelo é ben chiaro: andate senza niente, né bisaccia, né due tuniche o due paia di sandali...

La Parola che ci stava proclamando si stava facendo carne.

Prima di arrivare a questa casa, mentre stavamo visitando le famiglie, lungo la strada vedemmo dei fichi di India: la fame, la sete ci ha fatto desiderare poterli gustare, peró non abbiamo potuto raccoglierli. Quale sorpresa quando dopo il ricco piatto di mais la signora ci offre due fichi di India e mezzo a ciascuna: pelati e pronti da mangiare!

La tua Provvidenza Signore ci fa toccare con mano la tua Presenza!




Dio mi ha riservato un progetto bellissimo

É morto Cristian, aveva 12 anni e da tempo soffriva di leucemia. La unica speranza di vita era un trapianto di midollo che non ha potuto mai ricevere.

Nel marzo dell’anno scorso si era iscritto alla catechesi per ricevere il sacramento del battesimo e della prima comunione, peró dopo qualche mese si ritiró per le lunghe degenze in ospedale, per la debolezza fisica dopo le pesanti chemio e per non esporsi a contagi.

É morto serenamente in ospedale, dove era stato ricoverato dal giorno di Natale. Prima di morire ripetutamente diceva alla mamma: non ti preoccupare per me. Dio mi ha riservato un progetto bellissimo , mi dispiace solo che tu soffra. Sappi  che il mio corpo cede peró il mio spirito no.

Il giorno in cui siamo andati a pregare con la famiglia, davanti al feretro di Cristian, la sorellina a cui avevamo regalato delle caramelle l’ultima volta che eravamo andati a vistarli, mi dice: oggi non hai le caramelleLa morte che spesso vediamo come la fine di tutto, questi due fratelli ce l’hanno rivelata come vita che continua, un progetto d’amore.