martedì 28 ottobre 2014

Javier il 30 aprile, cadendo dal secondo piano mentre lavorava come muratore, é diventato quadriplegico. non potrá piú camminare e ha bisogno di un respiratore automatico. La sua situazione si é complicata anche per il fatto che soffre di epilessia. Ha 37 anni e appartiene a una famiglia di modeste possibilitá economiche. Le medicine, le cure..stanno costando molto alla famiglia.

Javier potrebbe giá lasciare l'ospedale per quello abbiamo potuto aiutarli rendendo una stanza della loro casa, piú adatta ad accoglierlo e con un letto d’ospedale. Solo manca un respiratore automatico  che la famiglia sta cercando di procurare. 

Rosa la mamma di Javier é una signora gioiosa e simpatica, caratteristiche che grazie alla fede in Dio non ha perso neanche in questa dolorosa situazione. Qualche giorno fa mi ha detto: appena Javier stará meglio incominceró a dare la mia decima.


            Grazie Signore per questa fede e questa apertura di cuore.


        Luzmila é una donna giovane, mamma di 4 bambine, l’ultima é nata 20 giorni fa e si chiama Cristiana. Qulache giorno fa un parrocchiano l’ha vista triste e preoccupata e quando ha saputo il perché le ha proposto di venire da noi per poter ricevere un aiuto e cosi l’altra sera é venuta con la neonata e due bambine.
   Lo sposo di Luzmila, Wilmer, qualche giorno fa rientrando a casa dopo il lavoro é stato assaltato da tre uomini. Non riuscendo a togliergli il gilet, nella cui tasca c’erano delle monete, hanno incominciato a colpirlo con un coltello. Le ferite si stanno rimarginando peró nel frattempo in casa non c’é nessuno che lavora. Luzmila é andata a lavorare con il mototaxi per portare a casa qualcosa, peró la bambina é troppo piccola per andare con lei. Anche Wilmer ha incominciato a uscire peró le ferite gli fanno ancora male.
      Le avevamo preparato una bolsa con alcuni alimenti e quando gliel’ho data, le due bambine hanno incominciato a tirar fuori i doni con uno stupore incredibile: riso, zucchero, olio...!!! come se avessero incontrato giocattoli e caramelle.
    Quando sono andati via, Luzmila mi ha detto: L’unica cosa che chiedo al Signore é che mi dia salute per lavorare e non far mancare il necessario alla mia famiglia, solo questo gli chiedo.
     Quanta semplicitá, quanta dignitá. Amen, cosi sia.



domenica 19 ottobre 2014

Oggi, giornata mondiale della missione, é stato un giorno molto bello nel quale ho potuto contemplare dei veri missionari.

                   In mattinata siamo andati a visitare una famiglia speciale, si tratta di persone, soprattutto giovani, ammalati di TBC o in fase di recupero. Da 5 giorni hanno raccolto e accolto una donna: Sandra. L'ospedale l'aveva messa in strada, vi é rimasta per 6 giorni su un materasso, con un cagnolino. Il suo volto, tra cappellino e mascherina, non si vedeva bene,  é magrissima, tanto da perdersi sulla sedie a rotelle vecchia e arrugginita. Accogliere Sandra é stata un’eccezione perché é donna, mentre la casa accoglie solo uomini e perché non hanno spazio. Di fatti hanno liberato il piccolo ambulatorio, dove condividono medicine anche con chi viene da fuori in cerca di aiuto, per darle uno spazio riservato. Genny che porta avanti la casa ha dedicato la sua vita a queste persone vedendo in loro lo stesso Gesú ed ha aiutato affinché ogni membro della famiglia pensi lo stesso l’uno dell’altro. Si respira un clima fraterno, semplice e simpatico, che contagia. Uno di loro é un caso psichiatrico, di tanto in tanto nel cerchio in cui eravamo seduti, si metteva in piedi e incominciava a farfugliare con la bava alla bocca. Tutti gli altri lo ascoltavano con molto rispetto e puntualmente partiva un applauso per fargli festa come se avesse detto la cosa piú interessante al mondo.



             Nel pomeriggio con un giovane che da gennaio sta cercando di cambiare vita dopo  aver vissuto nella pandilla, furto, droga... siamo andati a visitare a un ragazzo di 16 anni che un mese fa é stato ferito alla gamba con un coltello da alcuni ragazzi che volevano ucciderlo. Suo fratello di 19 anni cercando di salvargli la vita é rimasto ucciso, accoltellato. Il giovane, raccontandogli qualcosa che ha vissuto nella sua carne, ha parlato al ragazzo di Gesú che ha dato la vita per lui, che lo ama, si preoccuppa per lui e che non vuole che ci sia vendetta, continuando l’onda di violenza. Mentre mi condivideva eravamo in chiesa ai piedi del crocifisso.
Che bello nel giorno mondiale della missione essere evangelizzata dai poveri.