martedì 6 maggio 2014


Solo chi é veramente povero confida in Dio

    Ieri sera ho dialogato con un giovane di poco piú di 20 anni, mi ha raccontato la sua storia, condividendo con me che appena lo conosco, tanti particolari della sua breve pero intensa vita. Lo chiameró Leopoldo nel rispetto della sua privacy. 
    Leopoldo é nato e vissuto in una famiglia molto umile, la loro casa era fatta di stuoia. Suo papá non  ha fatto mai mancare, a lui e alle tre sorelle un piatto a tavola, peró gli ha fatto molto male, gritandogli che era un inutile e picchiando la mamma soprattutto ogni fine settimana quando rientrava a casa ubriaco. Leopoldo soffriva molto nel vedere la mamma piangere e un giorno le ha promesso che mai avrebbe avrebbe toccato una donna per farle del male.
    Quanto viveva in casa ha incominciato a condizionare la sua vita, nonostante non volesse essere come il papá, per tante situazioni, tante
vicende subite ha incominciato a non andare bene a scuola, a drogarsi, a bere fino a ubriacarsi, a far parte di una pandilla, a rubare, a maltrattare le ragazze prendenddole in giro, illudendole, mettondele incinte e poi lasciandole, dicendo loro che non le amava e che il bambino non era affare suo.
Leopoldo non era indifferente a tutto ció che stava passando nella sua vita peró non riusciva ad essere diverso. Incominció a sentire qualcosa di diverso quando partecipó a un ritiro dove gli parlarono di Gesú, all'inizio era molto annoiato, peró alla fine non voleva piú andarsene, sentiva che Dio gli diceva: Cercami.Purtroppo rientrando nella realtá quotidiana, gli amici del quartiere, del trago (quelli con cui beveva), le difficoltá lo hanno fatto ricadere.

     Una forte notizia di dolore é stata la porta attraverso la quale il Signore ha nuovamente bussato all sua porta: una sorella si ammala di AIDS. Il mondo gli casca addosso. Questa sorella ha due bimbi piccoli, l'uomo con il quale vive, che non é il papá dei bimbi, anche lui é ammalato della stessa malattia. Leopoldo piange in continuazione e mentre grita a Dio il perché di tutto questo incomincia a sentire il desiderio di cambiare vita. 
    Il venerdi Santo partecipa del via crucis:
 Io che camminavo con i miei amici facendo il tifo per la U (una squadra di calcio), adesso grido facendo il tifo per  Gesú. Io credo che Dio ha un progetto per me, mi sta benedicendo in tutto quello che faccio, so che non mi abbandonerá, so che lui mi é vicino. 
Solo chi é veramente povero come Leopoldo puó confidare in Dio. il Signore ci permetta di non avere nessuna sicurezza, nessuna difesa se non in Lui.

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