martedì 8 aprile 2014


Partecipando al battesimo di 

due bambini nella nostra chiesa

Con Gloria nella sua casa

     In questo tempo il Signore mi ha permesso di entrare con maggiore intensitá nella vita del popolo, in mezzo al quale ci troviamo. Ascoltare alcune esperienze, vedere come molti vivono é stato tanto forte che mi sembrava o volevo convincermi, che era solo un film, che non era vero perché non poteva essere vero.
   La violenza nella strada, nelle famiglie, l’abuso di papá verso le loro figlie, l’impotenza davanti alla povertá… Eppure ancora una volta ho contemplato una vita che é piú forte della morte, una speranza che vince lo scoraggiamento, un perdono che contrasta la vendetta, una fiducia che é piú forte della disperazione.
Durante la Pasqua proclamaremo: “Cristo é veramente risorto”. Sí Cristo é risorto e noi lo abbiamo visto!
      In particolare mi piacerebbe raccontarvi l’esperienza della signora Gloria. Gloria fa parte del grupo di solidarietá, cioé un grupo di persone che nella parrocchia accompagna le situazioni dei piú bisognosi, dei piú poveri tra i poveri. Ogni settimana visitano le famiglie che hanno maggiore necessitá, portando alimenti, vestiti… Gloria é molto animata in questo servizio: nella messa della scorsa settimana con forza ha chiesto ai parrocchiani il loro appoggio dicendo che tutti possiamo sperimentare come é bello donare. Gloria ha condiviso come a volte sia facile fermarsi alle proprie difficoltá, lamentarsi per quello che non si ha peró poi, entrando in molte famiglie, si sperimenta, ci si rende conto di quanto si ha. Mi é piaciuto molto il suo atteggiamento e ancora di piú, dopo essere stata a casa sua, é nato spontaneo il grazie per la sua testimonianza. In questi giorni deve affrontare un problema ben difficile: debe spostare la sua casa!!!
        Negli anni ci sono stati cambi a livello urbanístico e perció il limite della sua casa si é spostato, in questo momento la sua baracca occupa circa un metro della proprietá del vicino. Questi deve costruire un muro e perció ha bisogno del suo terreno. La casa non é di mattoni e questo puó rendere tutto piú facile, peró non lo é. La casa é costituita da 4 pareti di un leggero compensato, pieno di buchi, otturati con plastica, carta…, il tetto é un eternit abbastanza rovinato, muovendolo potrebbe non essese piú riutilizzato. Il bagno si trova all’esterno ed é un buco nel terreno circondato con cartone e stuoia, non hanno fognatura e hanno solo un serbatoio di acqua con un rubinetto: l’acqua la comprano dal vicino. La cucina é costituita da un lavabo, mattoni e carbone per cucinare. Le poche pentole conservate in una borsa di plastica per non riempirsi di sabbia. Dentro le 4 pareti si incontrano un tavolo con 4 sedie, un piccolo armadio, un divano che di notte é un letto, alle spalle di questo una parete di compensato divide da due letti: tutto nello spazio di 5x5. Per andare a dormiré la figlia debe aprire la parete. Ammucchiate un pó di qua, un pó di lá ci sono borse con i loro vestiti o con cose che un giorno potrebbero essere utili. Questa baracca é costruita nel cerro, dove le varie case sono state costruite ricavando terra dalla collina, come a gradini. Mettendosi d'accordo tra i vicini hanno costruito un pezzo di scala che facilita la salita alla casa, peró c´é da camminare con attenzione perché é ripido.
      Gloria mentre ci mostrava la sua casa diceva: Sono tranquilla, che posso fare? se ci penso mi dispero e allora meglio non pensarci. Mentre mi raccontava tutto questo e tutte le altre difficoltá che vive, ancora piú forti del problema della casa, ho sentito la tentazione di andarmene per non ascoltare, per non incontrarmi anch’io nella disperazione di chi non sa cosa fare.
     Salutandomi mi ha detto che lei non era nessuno per meritare che andassimo a trovarla ed io le ho risposto che non avevo lasciato la mia terra…per niente, che ero lí anche per lei. Qualche giorno dopo incontrandomi mi ha detto che aveva pensato alle mie parole, a quanto forse non era stato  facile lasciare tutto, e ci ha ringraziato perché siamo qui. Ieri é venuta  donandoci un pó di frutta. Se anche non potessimo aiutarla materialmente, il solo  fatto di esserci, di preoccuparci per lei é giá esperienza dell’amore di Dio, é giá Pasqua. Un’ altra cosa che mi disse fu: Ho un sogno, avere una casa come quella, indicandomi una casetta di legno: tanto sognare non costa nulla! Spero con tutto il cuore che questo sogno divenga realtá.
       Ed é diventato realtá, perché grazie ad un contributo della Diocesi, con l’aiuto di vari amici del Portorico e d'Italia, siamo riusciti  a livellare il terreno e ora dopo 3 settimane di lavoro, la casa è arrivata.

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